sabato 25 settembre 2010

L'ALBA


Di belle parole spesso veniamo decorati al collo
sotto forma di medagliette di prezioso metallo.
Di belle parole ci facciamo legare ai polsi
quadranti che segnano le ore.
Di belle parole ci sentiamo rivestire
da forme di indumenti o di scarpe.
Di belle parole percorriamo
mete archeologiche o laghi,
tra monti e stanze in affitto...
Di belle parole è fatto il sospetto di un'eternità,
ma quando ti svegli sei nudo e raccapricciante,
ricoperto di escrementi da far ribrezzo
anche alla campata del ponte sul fiume,
unico tetto che ti ha accolto senza
chiederti chi sei o cosa fai.
E allora t'accorgi che lo scirocco non è altro
che una lama impassibile che ti taglia a
striscioline la pelle fragile.
E che quel silenzio nell'anima diventa
un lamento agonizzante, rumoroso insopportabile.
Salgo su di un albero per dormire convinto
di tener lontane le bestie fameliche,
ma sono i miei stessi incubi ad aggredirmi!
Una notte è passata e tu sei sempre più
un’ombra proiettata sul cuscino.
Fuori è l'alba...continua a sudare
LO SCIROCCO.





giovedì 23 settembre 2010

AUTUNNO



A volte lamentiamo un'assenza di vento
che pieghi e faccia cantare le canne
cresciute lungo gli argini del nostro percorso.
Altre ci rammarichiamo che quel vento le abbia divelte...
Ma è quel flautare latente nel silenzio
che da dolce melodia diventa suono
stridente e insopportabile
a rattristare la mia esistenza.
Il cipresso gratta coi rami il vetro,
i cardini arrugginiti dello scuro
emettono gorgheggi da soprano,
i randagi ringhiano e abbaiano per strada
come monelli nel cortile che disputano una palla.
Sono supino, sguardo dritto al centro del soffitto,
cerco una ragione a questa solitudine
che come penitenza vivo nello spartito
della mia esistenza.
Cade la pioggia e disegna pentagrammi
sui vetri impolverati…E’ l’Autunno.

UTOPIA


...mi addormento ogni notte
sul marciapiede dei miei sogni,
nella speranza che si trasformi in nuvola,
soffice ed accogliente,
un desiderio che resta tale
una speranza che è solo UTOPIA,
quella superficie grezza e
nauseabonda è la mia culla
dove mi avvolgo nel sudario
che si impregna dei miei malesseri osceni!
Una fiammella unica compagna
della mia inquieta solitudine.

martedì 21 settembre 2010

EXTRA MOENIA

Rifletto seduto a gambe incrociate
su un lastrico di basoli e colonne di granito
riparato dalla pioggia sotto le arcate
di questo mondo a volte piccolo, altre infinito.
Le mani giunte arricchite da miriadi di rughe
incise dal tempo inesorabilmente,
pensieri persi nelle prospettiche fughe
non respiro, il cuore mi batte flebilmente.
La mia anima si allontana, vola oltre il colonnato,
scissione del corpo e della mente,
sorvolo il grigiore delle nubi minacciose
recanti l'Autunno appena iniziato.
...Oggi per me solo spine, a te sette rose!

lunedì 20 settembre 2010

morfologia di anniversario

...una maschera,
metafora di inganno.
Un cappello senza tempo,
un calice rotto che vomita.
Volo pindarico sulla luna
a rubare il "Vaso di Pandora"
l'ho aperto...inspirato ed espirato
il mio "IO" s'è avvelenato.
...Eri aria,
immagine cangiante
voce tremula,
luce soffusa,aromi d'Oriente,
troppo perfetta nella menzogna.
Auguri colorati dal vento del deserto!
21 settembre 2004

mercoledì 8 settembre 2010


Vivevo in un sogno e mi nutrivo di esso,
immateriale, lo modellavo come gesso,
lo scolpivo e lo coloravo,
lo soffiavo e accarezzavo,
mistico e poetico...lo respiravo.
dicono che i sogni siano come le onde,
si infrangono sugli scogli e di essi ne resta
solo schiuma e goccioline sparse nell'aria...
ed una sensazione umida che scorre sulle guance:
" LO SCIROCCO".

martedì 7 settembre 2010

LO SCIROCCO


Lenzuola bagnate appese alle finestre,
alle porte, ai balconi, alle arcate, nei corridoi,
come schermi di cinema D'Essai improvvisati,
dove l'unica proiezione avviene al contrario...
dove le folate calde provenienti dall'Africa
si infrangono nelle trame dei tessuti e si miscelano...

Si miscelano all'acqua trasformandosi in frescura.


Danzano le stoffe trasudate,
indeboliscono quel vento caldo
che s'acquieta e s'ammansisce,
lasciandomi appiccicato addosso
l'odore umido della tua pelle scura come l'ebano...
e grondo perle salate!

Incespico nel tragitto lento del mio incedere
verso traguardi sempre più lontani,
cado..cado e mi rialzo e non smetto di credere...
finchè avrò Fede e forza nelle mani.
Tenace barcollo come ebro nel procedere,
un bastone d'appoggio e le speranze nel domani!