A volte lamentiamo un'assenza di vento
che pieghi e faccia cantare le canne
cresciute lungo gli argini del nostro percorso.
Altre ci rammarichiamo che quel vento le abbia divelte...
Ma è quel flautare latente nel silenzio
Ma è quel flautare latente nel silenzio
che da dolce melodia diventa suono
stridente e insopportabile
a rattristare la mia esistenza.
Il cipresso gratta coi rami il vetro,
i cardini arrugginiti dello scuro
emettono gorgheggi da soprano,
i randagi ringhiano e abbaiano per strada
come monelli nel cortile che disputano una palla.
Sono supino, sguardo dritto al centro del soffitto,
cerco una ragione a questa solitudine
che come penitenza vivo nello spartito
della mia esistenza.
Cade la pioggia e disegna pentagrammi
sui vetri impolverati…E’ l’Autunno.


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